Lettera degli amici di Matteo

 

Con l'udienza di mercoledì 18 si è conclusa la fase processuale della vicenda di Matteo e con questa anche l'obiettivo primario per cui e stato costituito il comitato Matteo Valenti, di seguire la famiglia nell’attesa di un verdetto che non sappiamo quanto abbia soddisfatto le aspettative di una popolazione che gridava: "Verità e Giustizia per Matteo".

Non sappiamo quale possa essere una "Giustizia giusta" per la perdita di un amico. La sensazione che ci ha lasciato questa vicenda, però,  è quella di sentire la voce di 3.000 cittadini inascoltata, perché non sono state accertate le giuste responsabilità di chi era preposto al controllo all'interno ed all'esterno della ditta. Questo ci fa pensare solo, che Matteo è stato ucciso per una seconda volta.

Si, perché vogliamo sapere dalle istituzioni come pensano di fermare questa emorragia, che sono le morti sul lavoro, finche il tema della sicurezza è considerato come una spesa inutile, percepito solo come una noia burocratica da risolvere solo nelle evidenze più manifeste e da sanzionare con pene che non fanno paura a nessuno.

Crediamo che nel diritto degli operai a lavorare e vivere in luoghi sicuri e sani si sostanzi un più generale diritto al lavoro di cui è fonte la nostra costituzione.

Gli amici di Matteo

Viareggio, 24 ottobre    

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