Lettera di Marilena Belli per Matteo

 

Mi chiamo Marilena e sono una delle tantissime persone che hanno aderito al comitato Matteo Valenti, primo perché io e mio marito Stefano conosciamo la famiglia di Matteo da una vita e poi perché siamo genitori e vorremmo che certe cose non accadessero mai ai nostri figli o a quelli degli altri. La vicenda di Matteo l’abbiamo vissuta in prima persona, io l’ho visto appena nato, di ritorno da Reggio Emilia e quella mattina dell’otto novembre ho preso io la telefonata della Gloria che dava quella notizia alla Simonetta, sua amica nonché mia cognata. La nostra famiglia da quel giorno ha vissuto momenti di rabbia, di impotenza di fronte a un dolore così enorme, impalpabile addirittura fisicamente. E ogni giorno che passa nuove ferite si riaprono: il processo che non ha reso giustizia a Matteo e alla sua famiglia, il “sig. Martinelli” che addirittura viene difeso a spada tratta dai suoi “onorevoli” colleghi della Confartigianato e infine veniamo a sapere che questo rispettabile imprenditore nonché responsabile della sicurezza sul lavoro è stato addirittura inserito nel CDA della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno quando ancora era indagato per omicidio colposo. Bene, quest’ultima notizia ha portato me e Stefano a rivolgerci alla Banca in questione, visto che siamo clienti, per avere chiarimenti che naturalmente non ci sono stati ancora dati. Sappiamo per certo che è tutto vero, quindi ci attiveremo per chiudere immediatamente il conto e invitiamo tutti coloro che hanno rapporti con quella banca a fare come noi; so che questo non allevierà in nessun modo il dolore di Lirio, Gloria e Giacomo, ma è un piccolo gesto per far loro sapere che noi ci siamo.

                                                                                  Marilena, Stefano, Martina e Ilaria

Viareggio, 16 novembre 2006    

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