Lettera aperta di un viareggino al Tirreno e alla Nazione


(per ben 3 volte) e mai pubblicata dai quotidiani

È sempre difficile, per chi non è abituato a farlo,  scrivere ad un giornale per esprimere ciò che pensa, che ha provato a leggere alcune notizie senza  che il suo pensiero possa essere frainteso od equivocato. Cerco di eliminare alcune incertezze, perplessità o sospetti che il mio intervento potrebbe suscitare facendo due premesse: la prima è che sono un  garantista  puro (sino a che non c’è una sentenza definitiva della magistratura nessuno può essere considerato colpevole), la seconda è che sono un amico di Lirio, il papà di Matteo Valenti.

Detto questo non posso fare a meno di scrivere che leggendo un quotidiano locale di sabato 10 giugno mi si è rinnovato ancora di più il dolore e la rabbia per l’immatura ed innaturale scomparsa del figlio di un amico. La prima pagina della cronaca di Viareggio riportava : VIAREGGIO NON DIMENTICA IL SUO MATTEO - Dalla Mobiliol alla Darsena, un corteo per la sicurezza sul lavoro.  Mentre nel corpo dell’articolo, contornato da foto di giovani che indossano una maglietta con disegnato un grande cuore all’interno del quale campeggia la foto in primo piano di Matteo sorridente, si racconta del tragico evento e si riportano le parole del neo presidente della provincia di Lucca che, incontrando i ragazzi, dichiara “Il ricordo di Matteo Valenti è strettamente legato alla sicurezza sui luoghi di lavoro, quella garanzia che venne tragicamente meno nel novembre del 2004, quando il giovane operaio (mia precisazione: era solo venti giorni che aveva iniziato a lavorare nell’azienda) vittima di un grave incidente nella fabbrica dove lavorava”.

Nella cronaca di Lucca dello stesso giorno si legge:  VARETTI PRESIDENTE FOLTA SCHIERA LUCCHESE ANCHE NEL NUOVO CDA. Scorrendo l’articolo si evince che si parla della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, si mette in risalto che maggioritaria è la composizione lucchese nel CDA e che accanto ad altri nomi figura il titolare della Mobiliol (a meno che non si tratti di un caso di omonimia) e  presidente della Confartigianato): MOBILIOL è l’azienda dove è avvenuta la tragedia di Matteo.

Senz’altro una sconfortante, infelice, tragica casualità ha fatto sì che mentre la cronaca di Viareggio poneva in risalto il problema della sicurezza sul lavoro, ricordava un ragazzo che avrebbe dovuto compiere 25 anni e che purtroppo l’orologio della sua vita si era fermato solo a 23 ma non (sempre e comunque grande tragedia a quell’età) per un incidente stradale dovuto ad abuso di alcool o droghe o semplice imprudenza giovanile ma ad un incidente sul lavoro, sulla cronaca di Lucca si leggeva che il datore di lavoro di Matteo veniva eletto nel CDA del maggior Istituto bancario locale in qualità di presidente della Confartigianato.

Ripeto garantista sino in fondo (nessuno è colpevole sino al giudizio definitivo della magistratura ) ma mi domando se, per il presidente della Confartigianato, non fosse stato più rispettoso nei confronti di Matteo, del dolore dei suoi familiari autosospendersi dalla carica (non sarebbe stata certamente una dichiarazione di colpevolezza, ma soltanto  sensibilità di fronte alla morte di un ragazzo di 23 anni) e se non fosse stato un comportamento più sensibile, più delicato da parte della Cassa di Risparmio di  Lucca (definita nell’articolo SUPERCASSA grazie ai dati della raccolta diretta, di quella indiretta e degli impieghi) evitare, soprattutto nel ricordo di Matteo e per rispetto al dolore della famiglia,  la nomina di una persona (innocente sino a prova contraria) ma pur sempre in attesa di un  giudizio per un luttuoso, tragico  evento.

Viareggio, 12 giugno 2006    

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