A proposito di Torino...

 

Dove siamo finiti? Di chi è la responsabilità morale, oltre che giuridica di questa tragedia ?

Quale governo, riuscirà finalmente a fa nascere una cultura d’impresa che sappia combinare buoni fatturati con un’organizzazione del lavoro che non porti con sé, quasi fosse naturale, una scia infinita di lutti e sofferenze?

Di chi è la colpa? cosa si può fare? possibile che non si riesca mai ad andare oltre l’indignazione del momento e poi non succede niente e cresce, sempre più forte, da parte delle famiglie offese, la voglia, di cercare forme alternative di giustizia privata perché negli anni, le cose stanno peggiorando, indipendentemente dal colore dei nostri politici al governo.

Bisogna trovare il coraggio di indignarsi per come funziona la nostra giustizia e bisogna gridarlo.

Bisogna indignarsi per come abbiamo perso di vista la qualità della vita e il suo significato.

Nello stesso tempo bisogna riflettere e capire perché.

E analizzare tutti i responsabili perché sono tanti.

Penso ai magistrati (che accettano il patteggiamento anche di fronte a veri e propri assassini)... penso agli avvocati (che se i processi vanno avanti anni, guadagnano molto di più)

Forse una spinta riformistica deve partire anche da loro, dagli stessi avvocati  e dalla magistratura che devono riappropriarsi della capacità di indignarsi di fronte a situazioni di inciviltà come quella che mi è capitata, abbandonando quello stato di rassegnazione (o menefreghismo) nel quale paiono essersi acquietati.


Gloria Puccetti

la mamma di Matteo

Lettera di Gloria Puccetti

Viareggio 10 dicembre 2007

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