REPUBBLICA ITALIANA

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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Dr. Alessandro Dal Torrione, Giudice dell’Udienza Preliminare presso il TRIBUNALE DI LUCCA, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel procedimento penale

CONTRO

MARTINELLI Pietro, nato a Viareggio (LU) il 29.8.1950, ivi residente, via Aurelia Nord n. 64, elettivamente domiciliato in Lucca, via S. Croce n. 62 presso lo studio dell’avv. Ermindo Tucci.

Libero contumace

PUGLISI Saverio - O M I S S I S

IMPUTATO

nella sua qualità di legale rappresentante della ditta FABBRICA MOBILIOL G. MARTINELLI DI PIETRO MARTINELLI & C. snc,

A)    della contravvenzione di cui agli artt. 35 comma 1 e 89 comma 2 lett. a) D.L.vo 626/94 in quanto ometteva di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ovvero adattate a tali scopi ed idonee ai fini della sicurezza e della salute.

B)    del delitto di cui all'art. 589 1° e 2° comma c.p. perché, per colpa, con negligenza ed inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, in particolare, in quanto:

• ometteva di adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave ed immediato (art. 4 comma 5 lett. q) D.L.vo 626/94),

•   ometteva di adottare i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza ovvero per quella di altre persone e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, potesse prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili (art. 12 comma i lett. E D.L.vo 626/94).

•  ometteva di assicurare all'infortunato Valenti Matteo una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni (art. 22 comma 1 D.L.vo 626/94),

•  ometteva di fornire ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall'art. 42 dei D.L.vo n. 626/94, in particolare adeguate ai rischi da prevenire sul luogo di lavoro, (art. 43 comma 3 D.L.vo 626/94), nonché con la condotta indicata al capo a), cagionava la morte del lavoratore Valenti Matteo, il quale, nel corso della preparazione di un prodotto denominato FATA LEGNO, nel sollevare con le mani il recipiente contenente le cere liquefatte, la cui parte inferiore veniva a contatto con uno dei solventi accidentalmente caduto sul pavimento, innescava un incendio, a causa del quale decedeva a seguito delle gravissime ustioni riportate.

In Viareggio l’8.11.2004

PUGLISI:

C) - O M I S S I S

SENTENZA N. 503

del 18.10.2006

PATTEGGIAMENTO

PROVIENE DAL N. 1972/06 GIP

N. 4691/06 RG GIP

N. 7344/04 RG GIP

N.           C. Reato


Depositata in Cancelleria

il 18.10.2006




REDATTA SCHEDA

il_______________




CAMPIONE PENALE

N._____________






ESTRATTO ESECUTIVO

PM-PS

il_____________

ATTESO CHE

a fronte della rituale richiesta di applicazione di pena formulata come in conclusioni, per l'imputato in questione non deve pronunciarsi sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., come emerge dall'esame degli atti ed, in particolare, dalle seguenti fonti di prova - cnr. del 8.11.04 del Commissariato PS, di Viareggio, verbali di sequestro, s.i.t. rese da Montemagni Cinzia, Puglisi Saverio, Puccini Giancarlo, Casini Jonata, Musetti Alessio, Risaliti Luca, Ciardella Daniela; documentazione medica, rapporto di intervento dei Vigili del Fuoco, seguito alla c.n.r. del 12.11.04, relazione del 19.11.04 della Ausl 12 di Viareggio, rilievi fotografici, planimetrie e documentazione amministrativa in atti, fascicolo dei rilievi tecnici eseguiti dal Commissariato di Viareggio, fascicolo fotografico, annotazione del predetto Commissariato del 14.12.04, consulenza tecnica sui liquidi contenuti nei recipienti, c.n.r. 31.13.05, 4.4.05 e 21.4.05 della Ausl 12 di Viareggio, relazione di consulenza tecnica medico legale a firma dott. Aurelio Strizoli, sulle cause e circostanze della morte della p.o.; relazione di consulenza tecnica a firma ing. Pardini, con allegati, relazione tecnica del c.t. di parte lesa prof. Ceccarelli e dell'ing. Consorti, prodotte all'udienza del 18.10.06;

- i fatti sono correttamente qualificati in conformità con le risultanze processuali;

- il giudice, pertanto, applica all'imputato la seguente pena, ritenuta congrua ed adeguata in relazione alla fattispecie concreta:

in ordine al reato sul capo A) dell'imputazione (artt. 35 comma 1 e 89 comma 2 lett. a D.Lvo 626/94), pena base €. 1.800 di ammenda; ridotta per la scelta del rito ad €. 1.200 di ammenda;

in ordine al reato sub capo B) dell'imputazione (art. 589 comma 1 e 2 c.p.), pena base anni 2 e mesi 6 di reclusione; ridotta per la scelta del rito ad anni 1 e mesi 8 di reclusione.


Si ritiene poi che, potendosi ragionevolmente presumere che il prevenuto si asterrà in futuro dai commettere nuovi reati tenuto conto delle irreparabili conseguenze cagionate alla p.o. da quelli in esame (il che consentirà meglio all'imputato di rielaborare l'intera vicenda ed apprezzare il disvalore della sua condotta) nonché sussistendo i presupposti indicati all'art. 164 del c.p., anche tenuto conto della incensuratezza dell'imputato - possa disporsi che l'esecuzione della pena sopra indicata resti sospesa alle condizioni e per i termini di legge.

L'imputato deve infine essere condannato al pagamento delle spese di lite sostenute dalle parti civili costituite, non ricorrendo giusti motivi (alla luce di quanto sopra evidenziato) per una compensazione totale o parziale delle stesse; è opportuno rilevare che soltanto all'udienza del 18.10.06, come risulta dal verbale, l'imputato ha dichiarato di avere messo a disposizione delle parti civili una somma di denaro quale "anticipo" a titolo di risarcimento del danno, mentre nessuna offerta di riparazione del danno risulta essere mai stata avanzata dal responsabile fino alla data dell'udienza; non vi è pertanto motivo per alcuna compensazione delle spese;

spese da liquidarsi, per quanto concerne la parte civile PUCCETTI GLORIA (madre convivente della p.o.), in complessivi euro 3.000,00 oltre a rimborso spese generali, IVA. e CAP come per legge; quanto a VALENTI LIBORIO (padre convivente), in complessivi euro 3.000,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge;

quanto a VALENTI GIACOMO (fratello convivente), in complessivi euro 1.800,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge; quanto infine a CINQUINI FRANCA (nonna materna), in complessivi euro 1 .400,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge.

P.Q.M.

Il giudice

Visti gli artt. 444, 445 c.p.p.;

sulla richiesta delle parti applica a MARTINELLI PIETRO, in ordine alle imputazioni ascritte, la seguente pena, così ridotta per la scelta del rito:

- in ordine alla imputazione ascritta al capo A), € 1.200 di ammenda;

- in ordine alla imputazione ascritta al capo B), anni 1 e mesi 8 di reclusione.

Visti gli artt. 163 ss. cp., ordina che l'esecuzione della pena resti sospesa nei termini ed alle condizioni di legge.

Condanna MARTINELLI PIETRO:

- al pagamento delle spese di lite sostenute dalla parte civile costituita PUCCETTI GLORIA che liquida in complessivi euro 3.000,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge;

- al pagamento delle spese di lite sostenute dalla parte civile costituita VALENTI LIBORIO che liquida in complessivi euro 3.000,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge;

- al pagamento delle spese di lite sostenute dalla parte civile costituita VALENTI GIACOMO, che liquida in complessivi euro 1.800,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge;

al pagamento delle spese di lite sostenute dalla parte civile costituita CINQUINI FRANCA, che liquida in complessivi euro 1.400,00 oltre a rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge.

Lucca, 18.10.2006.

Il giudice

dr. Alessandro Dal Torrione

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