Statuto del Comitato “Matteo Valenti”


DENOMINAZIONE E SEDE


In data 20 dicembre 2005 si è costituito il Comitato “Matteo Valenti”

con sede in Viareggio (Lu) presso il Palazzo comunale, Piazza Nieri e Paolini n. 1, in una sala a lui intitolata il 12 novembre 2006 alla presenza del Sindaco, della Giunta comunale e di 150 cittadini.


OGGETTO


La vita di Matteo, giovane ragazzo di 23 anni, si è tragicamente conclusa il 12 Novembre 2004 per un incidente sul lavoro avvenuto a Viareggio 4 giorni prima (8 Novembre) nell’azienda “Mobiliol” di Pietro Martinelli, dove era stato assunto come apprendista da tre settimane.


SCOPO


1. Sostenere iniziative per accertare la verità, per ottenere giustizia, per rendere dignità a questo tragico evento affinché l’attività del Comitato sia di esempio per tanti altri casi.

2. Promuovere iniziative, incontri, convegni ed altre forme di azione e di divulgazione per creare e sviluppare un’attenzione permanente rispetto alle morti sul lavoro e alla mancanza di prevenzione e di controlli in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, coinvolgendo enti, istituti, organizzazioni e altre associazioni.

3. Diventare un importante punto di riferimento per le famiglie costrette ad affrontare questi gravi lutti con l’intento di creare, con il tempo, una struttura che sia a loro di conforto e di assistenza nei lunghi anni di attesa processuale che la legge impone.

4. Promuovere nelle scuole e fra i giovani percorsi formativi di sensibilizzazione al valore della vita e alla sua qualità, di informazione sui pericoli che dovranno affrontare nei luoghi di lavoro affinché questi luoghi siano legati allo sviluppo e alla crescita e non alla sofferenza e alla morte.

5. Far conoscere e combattere la legge sull’“omicidio colposo” (art. 589 del Codice Penale) che prevede:

- pene ridicole (da 1 a 5 anni), tra l’altro, nella misura effettiva di alcuni mesi per i datori di lavoro responsabili delle morti sul lavoro;

- non prevede la chiusura temporanea della fabbrica dove è avvenuto l’incidente mortale;

- non ha alcuna sensibilità nei confronti di quel bene prezioso che è la vita;

- non prevede alcun tipo di rapporto con i familiari delle vittime;

- accetta il patteggiamento senza il consenso delle famiglie.


Le famiglie hanno diritto di pretendere un processo che riconosca responsabilità e colpevoli.

Questa legge è causa fondante dell’escalation delle morti sul lavoro e, a tal fine, il Comitato si adopera affinché il Parlamento discuta ed approvi una legge che renda piena giustizia alle famiglie delle vittime e riduca a tempi ragionevoli la devastante attesa delle lungaggini processuali.


6. Il Comitato, pertanto, si impegna a costruire una rete di coordinamento con altri comitati, organismi, singoli, impegnati a promuovere in ogni ambito e realtà della società una cultura di prevenzione, informazione e formazione su “sicurezza e salute nei luoghi di lavoro” e a garantire forme di tutela e di solidarietà.


ADERENTI


Può far parte del Comitato chiunque ne condivida gli scopi, si impegni a realizzarli e si presenti come cittadino, spogliandosi di ogni carica pubblica ed istituzionale.


Il Comitato si basa sul principio dell’adesione individuale, la sua attività si fonda sul volontariato e non ha scopo di lucro. Chi intende aderire deve attenersi al presente Statuto, osservandone i regolamenti e le delibere adottate dagli organi di competenza.


GLI ORGANI DEL COMITATO


1) L’Assemblea degli aderenti

Le proprie competenze sono:

a) nominare le cariche sociali;

b) deliberare su tutto quanto attiene alla gestione del Comitato;

c) approvare eventuali regolamenti, il rendiconto economico e finanziario.

L’Assemblea, aperta e pubblica, si riunisce almeno una volta ogni tre mesi.


2) Il Direttivo

- é composto da un minimo di 3 ad un massimo di 7 membri, scelti tra gli aderenti dall’Assemblea, che rimangono in carica due anni;

- si riunisce in qualsiasi momento ed ha capacità decisionali;

- può decidere l’esclusione nei confronti di un aderente che non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto o svolga attività contrarie agli interessi del Comitato;

- elegge un responsabile (in qualità di portavoce del Comitato);

- si riunisce almeno una volta al mese.



3) Il Gruppi di lavoro

Sono istituiti, di volta in volta, per la realizzazione di iniziative su specifici argomenti.


4) Il Cassiere

Nominato dal Direttivo, amministra le risorse finanziarie, ha la capacità di rimborsare spese vive sostenute e giustificate, ha potere di firma relativamente ai conti correnti bancari o postali. Rende conto mensilmente all’Assemblea del suo operare.


Patrimonio e risorse finanziarie

Il patrimonio può essere costituito dal complesso di tutti i beni mobili ed immobili e da proventi derivanti da donazioni, lasciti e contributi provenienti da enti pubblici o privati finalizzati al sostegno dell’attività e dei progetti del Comitato.


Tutte le cariche elettive sono gratuite.

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